tre barchette di carta rosse una delle quali galleggia dentro una brocca d'acqua

Sicurezza in barca: se non è accessibile non è sicuro


tre barchette di carta rosse una delle quali galleggia dentro una brocca d'acqua

Una delle regole più importanti della sicurezza in barca?
Se non è accessibile non è sicuro!

Quando si cerca una barca a vela o a motore la scelta è abbastanza complessa perché si vuole quello che risponde a requisiti personali di velocità, capienza, fruibilità o di economicità di esercizio.

Non bisogna comunque dimenticare che la barca che cerchiamo dovrà essere sicura, ossia progettata e realizzata in modo da dare garanzie di sicurezza. Queste non riguardano soltanto la robustezza dello scafo, la velocità, la tenuta di mare o altro, ma anche la possibilità di accesso alle singole parti e agli impianti per manutenzioni e interventi straordinari.

Insomma la sicurezza è anche la certezza di poter continuare la navigazione senza problemi o, almeno, senza che un eventuale difetto o avaria abbia conseguenze ben più gravi.

Quali sono allora i punti cruciali ai quali si dà sempre scarsa importanza attirati dalla potenza dei motori, dalle dimensioni del pozzetto, dal numero di cabine e dal prezzo della barca?

Proviamo a vederli insieme.

  • Saracinesche: esigete che siano a portata di mano e che non siano nascoste e inaccessibili, come capita spesso, entro doppi fondi strettissimi sotto alle cuccette. E ricordate anche di azionarle spesso, in modo da mantenerle morbide. Una saracinesca inchiodata è un pericolo.
  • Doppi fondi: alcune barche a motore hanno paglioli chiusi o controstampati in vetroresina che non possono essere aperti per ispezionare le sentine. Se doveste urtare contro un tronco sommerso o, peggio, uno scoglio, affondereste tranquillamente. Per questo è meglio fare aprire qualche piccola parte di pagliolo per pulirlo, asciugarlo e controllarlo. Mi è capitato spesso di fare aprire dei paglioli completamente chiusi e di trovarci dentro centinaia di litri d’acqua piena di alghe, formatesi in mesi e mesi di infiltrazioni.
  • Serbatoi del gasolio: sono spesso montati in posizioni disgraziate, a fianco dei motori. Una minima perdita di gasolio può essere individuata solo sbarcando i due motori: operazione decisamente costosa. Purtroppo questa è una caratteristica alla quale non si può porre rimedio.
  • Livelli inaccessibili del gasolio: il livello del gasolio, se non funziona più, può costituire un problema perché a volte il relativo serbatoio è inaccessibile. Spesso capita di dover segare la vetroresina, lavorando poi in posizione impossibile, per smontare la flangia del livello senza peraltro riuscire ad estrarlo, fatto che costringe il tecnico a segare altre parti dell’imbarcazione. Questo difetto si può trovare in molte barche straniere – spesso troppo superficialmente decantate – ed è da guardare con sospetto per un’impiantistica che non tiene conto della necessaria facilità di manutenzione. Per non parlare di barche che hanno il tubo di aspirazione del gasolio flangiato sopra al serbatoio e con una retina – filtro montata in fondo ad esso, dunque ben al suo interno e ben difficilmente accessibile se non se ne conosce la posizione e non si sa come smontare il tubo di aspirazione. In casi del genere se un motore in mezzo al mare si fermasse, voi non riuscireste più a muovervi. Filtri del genere debbono essere eliminati e montati fuori dai serbatoi, come si dovrebbe sempre fare.
  • Scambiatore di calore: su qualche barca più piccola gli scambiatori dei due motori sono talmente vicini tra loro che almeno uno non può essere sfilato per la consueta pulizia. In un caso del genere si è costretti a sbarcare un serbatoio, qualche volta due, per poter accedere agli scambiatori.
  • Cavalletti di supporto degli assi portaelica: normalmente sono montati con bulloni passanti i cui dadi sono stretti su una piastra all’interno dello scafo, in sentina, sotto al pozzetto e dovrebbero essere più facilmente accessibili per verificarne il collegamento a massa e per poterli smontare nel caso sia necessario rifare l’allineamento o, ancora, perché si è presa una cima nell’elica o, peggio, se si è storto un asse su uno scoglio. Qualche volta sopra ai cavalletti viene resinato un pagliolo fisso! Inutile suggerirvi di chiedere che in corrispondenza si deve trovare un paglioletto alzabile.
  • Circuiti di sfiato dei serbatoi del gasolio: il tubetto di sfiato deve essere accessibile e visibile in tutto il percorso. Se infatti non dovesse più arrivare gasolio ai motori, potrebbe che il tubetto è rimasto strozzato perché troppo corto o troppo lungo.
  • Pompe di sentina: a bordo vengono normalmente montate pompe di sentina che fanno ridere, perché troppo piccole, delicate e troppo economiche per poter essere realmente funzionanti a lungo. Inoltre spesso non hanno intorno una reticella che faccia da filtro allo sporco e, di conseguenza, bruciano con facilità. Quando va bene, per altro, sono montate in posizioni in cui non riesce ad arrivare neanche un puffo.
  • Coda della catena dell’ancora: se la coda della vostra catena è fissata in fondo al gavone di prora con un bel maniglione arrugginito e l’apertura al gavone è troppo piccola, non riuscirete mai a svitare il maniglione in caso di bisogno, ossia quando dovete lasciare di corsa un ancoraggio in rada e non riuscite a salpare l’ancora, incastrata tra gli scogli. Ecco un buon motivo per inserire tre metri di cima robusta tra lo scafo e la cosa della catena, in modo da poter tagliare la cima in caso di necessità.

Gli esempi che ho fatto non completano il quadro dell’accessibilità di ogni parte dell’imbarcazione: starà a voi, visitando e provando in mare, individuare tutti i punti deboli dal punto di vista della sicurezza. Oppure potete provare a segnalarmi altri casi nei commenti così da parlarne insieme.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *