un relitto su una spiaggia

Risparmiare su una barca è davvero un grande errore


Risparmiare su una barca è davvero un grande errore

Perché tanti suicidi nautici?

In base alla mia lunga esperienza di perito nautico e consulente tecnico posso elencare i motivi per cui stanno aumentando in maniera vistosa i suicidi, ovverosia le situazioni in cui si buttano soldi fuori dalla finestra a causa della dichiarata intenzione di risparmiare. E questo sta avvenendo e aumentando da quando, nel 2008, è iniziata la crisi di cui ancora non si vede la fine.

Oggi capita di avere risparmiato un po’ di soldi e desiderare di comprarsi finalmente una barca. Piccola? No: grande e mal ridotta, anche se d’epoca.

Il risparmio è nemico delle barche: non si deve stare attenti alla spesa ma al rapporto qualità – prezzo e sopratutto, a come comprare una barca e a chi farla riparare. Dimenticatevi l’usanza dello Stato di fare degli appalti affidando l’incarico a colui che ha offerto meno degli altri: questa è una forma di suicidio, perché troppo spesso non si ha un buon servizio né un risultato sicuro e durevole.

Ecco qua un elenco di situazioni in cui sempre più frequentemente chi vuole una barca si trova coinvolto.

  • Comprare una barca che costa troppo poco, perché è veramente mal ridotta, e pensare di poterla riparare con poca spesa. Errore! Chi spende poco all’inizio spenderà molto, molto di più dopo.
  • Non far eseguire una perizia per risparmiare. Ma se siete ammalati e non sapete di che cosa, chiamate il dottore o no? Il tecnico deve mostrarvi le condizioni reali in cui si trova la barca e, fin quando possibile, vi deve fare un preventivo sommario dei costi prevedibili.
  • Cominciare a cercare il cantiere che costa meno, una volta trovatata la barca, alla quale avrete dato voi un’occhiata. Il problema è che troppe volte si casca in mano a un cantiere che fa un preventivo bassissimo ma poi aggiunge lavori, che esegue subito, durante la lavorazione. Il risultato è una cifra diverse volte più alta di quella preventivata e qualche volta un pessimo lavoro perché chi vi ha fatto quel preventivo è abituato a riparare non barche storiche, ma barche qualsiasi o addirittura pescherecci.
  • Non pensare alle spese future una volta riparata la barca, come: carenaggio annuale, alaggio e varo, stazionamento a terra, ormeggio, eventuale assicurazione casco, tagliando annuale obbligatorio del motore, imprevisti e costi per l’uso (gasolio, ecc).
  • Dare incarico al cantiere di fare gli interventi preventivati e non andare più a vedere la barca fino alla consegna. E’ un altro grave errore: un cantiere è più contento se seguite i lavori e vi può mostrare mano mano eventuali vizi nascosti, emersi in corso d’opera.
  • Comprare una barca a vela per fare l’Atlantico, se non avete mai navigato o non avete abbastanza esperienza, potrebbe tradursi in un incubo.

 

Una barca completamente da restaurare, ormai in stato di abbandono.

Nella foto, mi vedete mentre esamino una barca in pessime condizioni e difficilmente vi basteranno i soldi per sistemarla.
Pensate di riuscirci voi da soli?

Ascoltate il mio consiglio: prima di affidarvi e affidare i vostri soldi a un cantiere, telefonatemi pure per chiedermi se lo conosco, che informazioni ne ho di prima mano e se ritengo corretto il preventivo: allora sì che risparmierete qualche fregatura, sempre che non ascoltiate il solito “amico esperto” che, a volte, sembra molto interessato a portarvi in un certo cantiere.


 

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