barche e assicurazioni consulenza nautica

Assicurazioni e barche: istruzioni per l’uso 1


barche e assicurazioni consulenza nautica
(Photo © by Thomas on flickr)

Assicurazioni e Barche

Istruzioni per l’uso… onde evitare problemi.

L’estate sta arrivando. Le barche saranno ormai in gran parte scese in mare.

Con le prime uscite potrebbero verificarsi anche i primi incidenti: cime nell’elica, guasti al motore, urti contro barche vicine durante le operazioni di ormeggio, altri urti e incagli vari.

Per fortuna i sinistri non sono poi così frequenti. Fanno però sempre un gran male, soprattutto quando avvengono in estate, nel corso di una crociera che rischia di essere interrotta bruscamente solo da un incidente.

Come tutti sanno è obbligatorio essere coperti da un’assicurazione per la responsabilità civile in grado di risarcire eventuali danni fatti a terzi.

I danni però possono interessare la nostra barca. Per questi è consigliabile chiedere ad una compagnia di assicurazione una polizza corpi, ossia una casco che ci indennizzi nel caso noi subissimo un sinistro.

Come comportarsi nel caso in cui con la nostra barca se ne danneggi una altrui?

Per prima cosa bisogna prendere le generalità delle persone imbarcate sulla barca altrui, prendere nome e matricola della barca danneggiata, nome e indirizzo della compagnia e dell’agenzia presso cui è assicurata e scattare qualche fotografia, magari con un elemento di misura come un quotidiano o un metro, affinché si veda nella foto. Suggerisco anche di stendere un breve verbale del fatto con il proprietario della barca danneggiata, a firma di tutti e due. A quel punto si manderà una denuncia di sinistro alla nostra compagnia di assicurazione, che ci copre per la R.C., per comunicare il fatto.

Trattandosi di una R.C., spedendo subito copia delle foto, del verbale e della denuncia di sinistro alla nostra compagnia il nostro dovere è finito: da quel momento in poi sarà tutto in mano degli assicuratori.

Ovviamente non dovremmo mai scappare per non farci riconoscere, né bisognerà negare la nostra responsabilità: tanto provvederà l’assicurazione a risolvere i nostri problemi successivi.

Ogni anno invece si hanno piccole collisioni in rada o agli ormeggi, con l’investitore che se la squaglia zitto zitto secondo una trama ben conosciuta: tornando alla barca ormeggiata o ancorata dopo essere stati a terra, trovate il pulpito di prora storto, con dei bei graffi sulle murate oppure la vostra passerella accartocciata, oppure qualche altro danno causato da chi era ormeggiato vicino a voi o da uno sconosciuto che ha provato ad ormeggiare e non ci è riuscito, creandovi dei danni.

In casi del genere i danneggiati siamo noi e non abbiamo modo di rivalerci su nessuno se l’investitore è sparito. Ecco perché una buona polizza corpi, cioè una casco, può essere utile, anzi indispensabile, perché cosi avremmo la certezza di essere comunque indennizzati. 

Nel caso in cui abbiate un sinistro, avendo una polizza corpi, avrete la certezza dell’ indennizzo, sempre che seguiate alcune regole:

Per prima cosa dovrete presentare denuncia di evento straordinario alla Capitaneria più vicina, anche se vi trovate all’estero, specificando che viene fatta esclusivamente a scopo assicurativo e facendovi rilasciare una copia della vostra denuncia firmata e timbrata. Nel caso ci sia anche un rimorchio vi farete dare copia della fattura quietanza per le spese di rimorchio.

Qualunque sia il danno che la vostra barca ha ricevuto, elencate subito la data del sinistro, i motivi e, sia pure genericamente, le conseguenze di esso. Annotate anche chi era al timone, il nome, il tipo e il numero della patente del Comandante dell’imbarcazione, scattando anche qualche foto subito dopo il fatto.

Se potete continuare la navigazione fatelo, dopo aver mandato entro 24 ore una mail o una lettera raccomandata alla vostra agenzia assicurativa, chiedendo l’invio di un perito al vostro arrivo al porto abituale.

Se invece non potete proseguire la navigazione perché il tipo di danno subito lo sconsiglia o ve lo impedisce, telefonate immediatamente alla vostra agenzia per avere subito l’intervento di un perito in loco.

Cose da non fare:

  • Dichiarare un sinistro alcuni mesi dopo l’avvenimento
  • Fare riparare la barca senza alcuna denuncia e senza fattura di riparazione
  • Far riparare la barca senza che un perito sia intervenuto
  • Gonfiare i danni per cercare di guadagnarci.

Tutti questi comportamenti sono causa di discussione con le compagnie di assicurazione: sarebbe sufficiente leggere le condizioni che regolano l’assicurazione per evitare comportamenti sbagliati fra i quali, il primo e più diffuso, è quello di dichiarare un sinistro i cui danni sono già stati riparati senza che il perito della compagnia di assicurazione abbia potuto eseguire gli accertamenti del caso.

Se invece seguite la giusta strada di denunciare il sinistro e accompagnare il perito nel primo sopralluogo, chiederete esplicitamente al cantiere di preparare un preventivo che sia realistico e non gonfiato, perché questo rende nervosi tutti i periti e, sopratutto, li fa passare all’opposizione.

Raccomando caldamente di accompagnare il perito almeno durante il suo primo sopralluogo, in modo da rispondere a tutte le sue domande evitando così supposizioni e malintesi.

Apro una parentesi: Dio vi aiuti nel mandarvi un perito attento, competente e sereno, perché se vi capita un perito che non crede a nulla o che non è al corrente dei prezzi praticati dai cantieri o ancora che contesta tutto solo per fare il gioco della compagnia di assicurazione, allora avrete un’unica possibilità se volete che il vostro danno venga indennizzato interamente o giustamente: chiamate un altro perito di vostra fiducia, che vi possa assistere sia nel corso dei sopralluoghi, sia nel corso delle riparazioni. Capisco che in questo modo i costi aumenteranno, ma può valerne la pena, sopratutto nel caso di avarie importanti.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Un commento su “Assicurazioni e barche: istruzioni per l’uso